Giuseppe Nachira
1927 - 2009
In Memoriam

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Scompare un uomo integerrimo e coerente, che - cresciuto nel dopoguerra - ha incarnato le passioni e le speranze di quel periodo: la speranza di creare una società dove tutti avessero gli stessi diritti e le stesse opportunità, a cominciare dall’educazione e dalla conoscenza.
Un uomo che, attraverso l’esempio e il suo lavoro quotidiano di insegnante e preside, si è sempre battuto affinché queste speranze si concretizzassero, rappresentando così il meglio di una generazione che ci sta lasciando.
Un uomo che non si è mai piegato agli interessi consolidati, ai voleri e alle lusinghe dei potenti, ma ha sempre anteposto l’interesse generale all’interesse personale. Un uomo che ha trasmesso questi valori, esercitandoli quotidianamente nella pratica, tramite l’esempio e la discussione.

Pippi, come affettuosamente lo chiamavano parenti e amici, era un uomo del sud-Italia, che dopo la laurea in matematica e fisica, ha scelto di emigrare a Bolzano per insegnare nella scuola pubblica. 

In famiglia è stato un riferimento per la sua saggezza ed equilibrio, sia per i familiari vicini che per i familiari più distanti.
E’ stato, in primis, un riferimento per i suoi figli, che hanno avuto la fortuna di averlo come padre, ai quali ha trasmesso i suoi valori, l’etica da applicare sia sul lavoro che nella vita privata, il suo spirito critico, la sua passione, l’impegno sociale, la curiosità e la capacità di analisi, l’importanza della dignità e dell’autonomia di pensiero. Ha fatto comprendere loro il valore del lavoro, dello studio e del sapere, quali strumenti indispensabili per conquistare l'indipendenza e l'autonomia sia intellettuale che economica.

Ha insegnato a realizzare questi valori, perseguendoli sia in prima persona, sia contribuendo attivamente all’interno di gruppi di lavoro, associazioni, e del sindacato.
Tutti ricordiamo come le sue battaglie e iniziative, la passione per l’innovazione e la trasmissione del sapere, il suo spirito critico e l’indipendenza intellettuale siano stati di esempio per generazioni di ex-studenti.
E’ stato - come riconoscono i suoi collaboratori più vicini - “una persona battagliera, pronta a combattere e anche a scontrarsi per realizzare progetti e idee in cui credeva. In estrema sintesi il perfetto contrario del grigio burocrate” …
…un funzionario pubblico che credeva nella dignità professionale e nella responsabilità sociale del lavoro.

La sua figura deve incoraggiarci ancora di più ad anteporre il bene comune all’interesse privato, a non accettare privilegi, soprusi e interessi consolidati. Ossia a non rinunciare a impegnarci per costruire l’opportunità’ per i nostri figli di vivere in un mondo più equo e più degno.
Questo è il miglior omaggio e celebrazione che possiamo fare affinché il suo lavoro e insegnamento non sia stato vano.

Bolzano, 2009

Area privata: foto e ricordi di parenti e amici

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