Scompare un uomo integerrimo e coerente,
che - cresciuto nel dopoguerra - ha incarnato le passioni e le speranze
di quel periodo: la speranza di creare una società dove tutti
avessero gli stessi diritti e le stesse opportunità, a cominciare
dall’educazione
e dalla conoscenza.
Un uomo che, attraverso l’esempio e il suo lavoro
quotidiano di insegnante e preside, si è sempre battuto affinché queste
speranze si concretizzassero, rappresentando così il meglio di
una generazione che ci sta lasciando.
Un uomo che non si è mai piegato agli interessi
consolidati, ai voleri e alle lusinghe dei potenti, ma ha sempre anteposto
l’interesse generale all’interesse personale. Un uomo che
ha trasmesso questi valori, esercitandoli quotidianamente nella pratica,
tramite l’esempio e la discussione.
Pippi, come affettuosamente lo chiamavano parenti e
amici, era un uomo del sud, che dopo la laurea in matematica e fisica,
ha scelto di venire a Bolzano e di insegnare nella scuola pubblica.
In famiglia è stato un riferimento per la sua
saggezza ed equilibrio, sia per i familiari vicini che per i familiari
più distanti.
E’ stato, in primis, un riferimento
per i suoi figli, che hanno avuto la fortuna di averlo come padre, ai
quali ha trasmesso i suoi valori, l’etica da applicare sia sul lavoro che nella vita
privata, il suo spirito critico, la sua passione, l’impegno sociale,
la curiosità e la capacità di analisi, l’importanza
della dignità e dell’autonomia di pensiero. Ha fatto comprendere
loro il valore del lavoro, dello studio e del sapere come strumenti indispensabili
per un’autonomia intellettuale ed economica.
Ha insegnato a realizzare questi valori, perseguendoli
sia in prima persona, sia contribuendo attivamente all’interno
di gruppi di lavoro, associazioni, e il sindacato.
Tutti ricordiamo come le sue battaglie e iniziative,
la passione per l’innovazione e la trasmissione del sapere, il
suo spirito critico e l’indipendenza intellettuale siano stati
di esempio a generazioni di ex-studenti.
E’ stato - come riconoscono i suoi collaboratori
più vicini - “una persona battagliera, pronta a combattere
e anche a scontrarsi per realizzare progetti e idee in cui credeva. In
estrema sintesi il perfetto contrario del grigio burocrate” …
…un funzionario pubblico che credeva nella dignità professionale
e nella responsabilità sociale del suo lavoro.
La sua figura deve incoraggiarci ancora di più
ad anteporre il bene comune all’interesse
privato, a non accettare privilegi, soprusi e interessi consolidati.
Ossia a non rinunciare a impegnarci per costruire l’opportunità’ per
i nostri figli di vivere in un mondo più equo e più degno.
Questo è il miglior omaggio e celebrazione che
possiamo fare affinché il suo lavoro e insegnamento non sia stato
vano.
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